Training Modules | Zero Waste Design

Available languages

Export module

1. Introduzione e contesto

Holly McQuillan è una stilista, ricercatrice e docente neozelandese. Docente del corso di Fashion Design presso la Facoltà di Arti Creative dell’Università Massey di Wellington, McQuillan combina nella sua pratica la creatività del design con la ricerca accademica e l’innovazione tecnologica.
Nel corso della sua carriera accademica, ha contribuito in modo significativo allo sviluppo del pensiero critico sulla moda sostenibile. Insieme a Timo Rissanen, è coautrice di Zero Waste Fashion Design (Bloomsbury, 2016), oggi considerato un testo di riferimento nel settore.
La visione di McQuillan va oltre la semplice riduzione dei rifiuti. Per lei, la moda deve essere un sistema aperto e inclusivo, in grado di collegare la tecnologia con la creatività, l’artigianato con la scienza dei materiali e la sostenibilità con l’estetica. Il suo lavoro offre un’alternativa concreta al modello lineare “produci-consumi-butta via”, orientandosi invece verso un design circolare, in cui ogni elemento del processo ha un valore e può essere rigenerato.

Immagine che contiene muro, vestiti, calzature, interno Descrizione generata automaticamente

Immagine 1: Indumento a zero rifiuti sviluppato da Holly McQuillan, tratto da https://hollymcquillan.com/portfolio/wolf-sheep-2009/

1.1 Definizione di zero waste nel lavoro di McQuillan

Il concetto di zero waste non è solo una strategia per ridurre l’impatto ambientale, ma una vera e propria metodologia di progettazione. Il design zero waste significa eliminare gli sprechi fin dalla fase di ideazione, immaginando capi in cui ogni parte del tessuto viene utilizzata intenzionalmente. Per McQuillan, questa condizione non è un limite, ma un vincolo creativo: un terreno fertile per la sperimentazione.

Il design zero waste non serve solo ad evitare gli sprechi, ma diventa anche il generatore della forma stessa, un dispositivo in grado di trasformare i limiti dei materiali in opportunità estetiche. McQuillan accetta consapevolmente il rischio come parte essenziale del suo metodo: lascia che siano i vincoli, la larghezza e la lunghezza del tessuto, la struttura di un carattere tipografico o persino la silhouette di un animale a guidare la creazione del modello e la forma finale. Questo atteggiamento sperimentale rende il suo approccio un esempio di come la sostenibilità possa diventare un motore di innovazione, dimostrando che “zero waste” non significa sacrificio, ma possibilità.

2. Metodi, innovazioni e ricerca basata sulla pratica

2.1 Tecniche di modellazione a zero waste

Tra i progetti più emblematici di Holly McQuillan, “Make/Use”, sviluppato tra il 2015 e il 2016, rappresenta una vera e propria rivoluzione nel modo in cui concepiamo l’abbigliamento e il ruolo dell’utente. Creato in collaborazione con altri designer e istituzioni accademiche, il progetto si basa sull’idea che i consumatori possano diventare parte attiva del processo di creazione.

Il sistema “Make/Use” fornisce modelli open source che chiunque può scaricare, stampare e creare: un approccio che incarna il principio del “design per la partecipazione”, in cui il processo creativo non si esaurisce con la produzione, ma continua nel momento dell’uso.

I capi sono progettati per eliminare completamente gli scarti di tessuto, ma anche per essere modificabili e adattabili: le persone possono cambiare la forma, la lunghezza o i dettagli in base alle proprie esigenze.

Da un punto di vista tecnico, ogni modello è costruito come un sistema modulare: un unico pezzo di tessuto viene piegato, tagliato e cucito strategicamente per ottenere forme tridimensionali complesse. In questo modo, McQuillan estende la narrazione e la durata del capo, trasformando l’atto di vestirsi in un gesto collaborativo.

image1.jpgimage2.png

Immagine 2: Abito e modello a zero sprechi di Holly McQuillan tratto da https://makeuse.nz/make/crop-t-shirt/

2.2 Flat to Form

Il progetto Make/Use introduce un approccio radicalmente diverso ai processi tradizionali di produzione dell’abbigliamento. Questo metodo comporta un cambiamento di prospettiva nel modo in cui il designer interpreta la transizione dal cartamodello piatto al volume del corpo. Anche se può sembrare complesso, questo cambiamento di paradigma si basa su principi molto semplici.

Uno dei fondamenti del sistema è la generazione di volume attraverso la connessione di due bordi del tessuto, che formano un “tubo”, uno spazio attraverso il quale il corpo può muoversi. Tutti i capi del progetto Make/Use derivano da questa logica: alcuni, come la gonna o l’abito a tubo, si basano su un unico tubo, mentre altri, come magliette, cappotti o pantaloni, sono creati attraverso l’interazione di due o più tubi.

Per comprendere appieno questi principi, può essere utile sperimentare con modelli di carta, una pratica che ricorda l’arte dell’origami. Questo approccio rispecchia il metodo di lavoro di Holly McQuillan, che utilizza modelli di carta per esplorare e sviluppare rapidamente nuove soluzioni di design a zero sprechi.

2.3 Integrazione dell’innovazione digitale e tessile

McQuillan integra l’uso avanzato di strumenti di prototipazione digitale, come CLO3D, il taglio laser e il design parametrico, nel suo approccio di design di moda zero waste per simulare e ottimizzare i capi prima della produzione fisica, riducendo al minimo gli sprechi di tessuto e le fasi di campionatura. La sua ricerca sperimenta l’uso di tessuti in un unico pezzo e tessuti sagomati, progettati per eliminare completamente gli scarti di taglio attraverso un design basato sulla logica dell’utilizzo completo della superficie. McQuillan collabora anche con tecnici tessili per sviluppare materiali progettati in sinergia con la costruzione del capo: tessuti le cui strutture intrecciate e composizioni geometriche seguono le linee del modello, fondendo il design tessile e il design dell’abbigliamento in un unico processo integrato e sostenibile.

2.4 Risultati estetici e concettuali

Il lavoro di McQuillan sfida apertamente il presupposto che il design zero waste porti a capi con silhouette rigide o poco eleganti. Attraverso una ricerca approfondita sui metodi di costruzione dei modelli e sull’uso integrale del tessuto, McQuillan dimostra che la sostenibilità può diventare un vero e proprio linguaggio estetico. I suoi capi, spesso modulari, scultorei e visivamente complessi, non solo eliminano gli sprechi di materiale, ma reinterpretano il concetto stesso di forma e volume nella moda.

3. Impatto, sfide e insegnamenti per i progettisti

3.1 Impatto sull’istruzione e sull’industria

L’iniziativa Make/Use colma il divario tra ricerca accademica e coinvolgimento del pubblico, trasformando il design di moda in un processo partecipativo e condiviso. Questo approccio ha influenzato i programmi di studio di moda a livello globale, ispirando corsi di modellistica sostenibile e moda digitale. La diffusione di risorse open source, tra cui modelli, guide e simulazioni CLO3D, consente a designer, studenti e appassionati di esplorare in modo pratico le possibilità del design di moda zero waste , promuovendo una cultura del design collaborativa e responsabile.

3.2 Riflessione critica e sintesi delle migliori pratiche

McQuillan dimostra che il design zero waste può essere sia estetico che sostenibile, combinando la sperimentazione formale con la responsabilità ambientale.

Le sue migliori pratiche si basano su:

innovazione basata su modelli, in cui la costruzione del capo e la sua forma si basano su una logica geometrica che elimina gli sprechi;

integrazione digitale che consente di simulare, ottimizzare e condividere processi complessi;

la consapevolezza dei materiali, che guida ogni scelta di progettazione verso un uso più intelligente e rigenerativo delle risorse;

collaborazione open source, che apre il design a una dimensione collettiva, trasformando la conoscenza in un bene condiviso.

Tuttavia, permangono alcune sfide, come la difficoltà di adottare questi metodi su larga scala industriale e la necessità di un cambiamento culturale più profondo tra i consumatori, ancora abituati alla velocità e alla convenienza del fast fashion.

Riferimenti

McQuillan, H. (n.d.). About. Holly McQuillan. https://hollymcquillan.com/about/

Make/Use. (n.d.). Make/Use. https://makeuse.nz/